mercoledì 12 novembre 2008

Salara - Canda: le pagelle del Kaiser

NUOVA PADUS SALARA – A.C. CANDA 1-1

ZERI A. 4,5: Torna sulla terra dopo due ottime prestazioni. Pochi gli interventi a cui è chiamato in causa, ma su uno di questi è decisivo in negativo: sugli sviluppi di un tiro dalla distanza non certo irresistibile, sbaglia la presa, con il risultato di una respinta corta su cui si avventa la punta avversaria che si procura furbescamente il rigore. Buon per tutti che il rigore viene calciato fuori. Mezzo voto in meno per la scellerata ammonizione.

HASNI 6,5: Schierato a sorpresa da titolare sulla corsia di destra, parte contratto ma poi eun continuo crescendo. Tiene molto bene in fase difensiva (in svariate occasioni marca un avversario di 30 cm più alto) e si fa apprezzare per tocchi semplici ma efficaci nella ripresa. Sostituzione ingenerosa.

CAVALLARO 5,5: Entra nella ripresa al posto di Hasni. La sensazione che trasmette è timidezza. Nella sua zona non succedono situazioni di pericolo, ma qualche imprecisione di troppo in appoggio rendono incolore la sua prestazione.

MALANCHIN 6: Altra prestazione “terrestre”. In copertura rischia poco, in fase di spinta non è la solita spina nel fianco. Di certo si mostra un po’ più intraprendente rispetto ai dirimpettai di destra, ma non trova mai il varco giusto. Ci prova anche dalla distanza con esiti da dimenticare.  

CARRETTA D. 5: Una partita intera giocata a fari spenti.

MAGON 4: La sua gara inizia molto male perché viene ammonito dopo pochi minuti per una vistosa trattenuta. Poi gioca una gara discreta. Nel finale dopo essere diventato capitano, trova il modo di farsi ammonire per la seconda volta per un fallo veniale al limite dell’area e per delle parole di troppo che convincono l’arbitro ad estrarre il secondo giallo. Deve maturare ancora tanto.

MILANI 7 (il migliore in campo): Riproposto centrale di difesa complice l’indisposizione di Ferigato. Partita autoritaria dove concede pochissimo a qualsiasi avversario. Strepitoso nel finale con un intervento decisivo a pochi passi dalla linea di porta su botta sicura di Tegazzini che poteva significare prima sconfitta stagionale. Baluardo.

GATTI 5: Anche per lui una partita molto sottotono. Fatica terribilmente a trovare il tempo per l’inserimento giusto. Quando finalmente trova lo spiraglio giusto e ha l’occasione per cambiare la partita tira malamente a lato fallendo una favorevole occasione solo davanti al portiere.

SACCHETTO 6,5: Gioca in precarie condizioni atletica a causa del mal di schiena che lo ha attanagliato per tutta la settimana. Non crea pericoli in quantità, ma è una presenza costante in mezzo al campo. Sfortunatissimo in occasione del palo dove fa tutto bene nello scegliere il tempo di tuffo e impatto di testa, ma la buonasorte non lo ha accompagnato mai in questa settimana. 

DALL’AGLIO 5: Anche lui rimane ai margini per buona parte della gara. Molto confusionario, raramente riesce a far qualche giocata pulita. Prova anche ad alternarsi sulla fascia con Sacchetto, ma è un pomeriggio difficile per molti e lui non fa eccezione.

ROMANATO 5,5: Altro esempio di “ritorno alla terraferma”. Non trova mai il guizzo giusto e gioca molto nell’ombra dei centrali difensivi avversari. Riesce comunque a ritagliarsi un’occasione, ma il tiro da buona posizione e ben calibrato è rimpallato dagli attenti difensori locali.

GONZALEZ 7: Prima da titolare del capitano. Gioca una partita sontuosa per tutta la prima frazione regalando sostanza in quantità al gioco candese. Se il Canda mette in seria difficoltà per tutto il primo tempo lo si deve anche al suo contributo. Splendide alcuni cambi di gioco di rara precisione. Peccato finisca la benzina troppo presto e con la sua uscita il Canda perde eccessiva fluidità di manovra.

CHIOLDIN 5,5: Stavolta l’impatto sulla gara è trascurabile. Nel finale, complici i ritmi bassi della gara, il gioco latita. Lui non riesce a ridare al fraseggio, la qualità perduta.

LAZZARINI 5: Il forte centrocampista candese è croce e delizia per i compagni. Quando si accende è preziosissimo con le sue intuizioni. Pecca però anche lui di discontinuità, anche lui palesa dei passaggi a vuoto dove latita. Ha sulla coscienza l’aver fallito l’occasione da gol più clamorosa della gara, solo in area a pochi metri dallo specchio, spara una fucilata che va alle stelle. Appunto…croce e delizia.

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