L’ Europa saccheggiata per secoli da popolazioni barbariche, iniziava poco prima dell’ anno 1000 D.C. a riorganizzarsi socialmente. Gli stati europei stavano per stabilire concetti monarchici destinati a durare per secoli sullo slancio della liberazione e quindi della supremazia politica degli eredi di Carlo Magno.
Il duca di Sassonia Ottone I nel 962 segnò la fine delle invasioni barbariche facendosi consacrare Re d’ Italia a Pavia e Imperatore del Sacro Romano Impero Germanico da Papa Giovanni XII.
In tutta Europa ci fu una divisione dei poteri, il Re nominò conti, marchesi e principi, questi avevano il compito di amministrare le zone di competenza.
Aveva inizio l’era dei COMUNI.
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L’ assenza di centri di rilievo, la necessità di bonificare le enormi paludi, e la rigidità del clima dell’ attuale Polesine, fece si che le Abbazie presenti nella zona divenissero centri delle attività sociali delle popolazioni.
Nel 944 conosciamo, in base ad un documento di donazione del Papa Marino II al Vescovo di Adria, per la prima volta in un atto ufficiale l’ esistenza di una località molto piccola denominata Maneggio o Maniezo dove è presente il paese di CANDA.
Diversi furono, in pochi anni i “proprietari” dei fondi del Maniezo (CANDA, Castelguglielmo, Presciane e San Bellino), chi per merito ad una donazione come Ugo Marchese di Toscana (993),l’ Abbazia della Vangadizza (996), Alberto Azzo capostipite degli Estensi (1076), chi per merito delle armi come Matilde di Canossa che lo donerà a sua volta alla Chiesa di Ferrara (1099).
Zona paludosa ed inospitale, Canda agli albori era una via che costeggiava l’ antico corso del fiume Tartaro (attuale Scardovara) con presenza di poche case e scarsa popolazione, aumentata nel tempo grazie alle bonifiche dei gorghi di una via secondaria parallela alla zona centrale (attuale via gorghi).
Priva di artigianato degno di nota, le attività lavorative erano agricoltura dei terreni bonificati, pastorizia e pesca.
Diverse sono le teorie dell’ origine del nome Canda, la più antica narra di una Hosteria situata all’ inizio del paese dove vi lavorava una certa Candida, passata alla storia per chissà quale attività.
La teoria più accreditata è quella che vuole Canda prendere il nome da “CANNA”. Essendo il territorio paludoso, a causa di alluvioni di Tartaro, Po ed Adige la canna palustre cresceva abbondante in loco, dalla quale sembra derivi appunto il nome del paese.
Per assistere ad una vera crescita sociale della zona si devono attendere secoli, quando sotto il dominio Estense venne nominato Fattore Generale Pisciano Prisciani (1450)
Questo iniziò grandi opere di bonifica del territorio, afflitto dalle continue inondazioni dei grossi corsi d’ acqua limitrofi, creando canali di scolo, ma soprattutto realizzando un canale artificiale che avrebbe dovuto avere il compito di confluire le acque rifiutate dal Tartaro per farle sfociare nel mare. Il nuovo fiume prese il nome in base al colore delle proprie acque.
Era nato il CANALBIANCO.
L’ingegnoso fattore fu premiato dal duca di Ferrara con il dono di un grosso appezzamento di terra da cui prese il nome la località di Presciane.
Da questo momento Canda conobbe un periodo di florida ricchezza rurale, testimoniate da chiaviche, costruzioni rurali che portarono ad una esponenziale crescita demografica, destinata a terminare trent’ anni dopo con l’ inizio della guerra tra Venezia e Ferrara.
Luogo di scontro tra i due stati fu proprio Canda, mal difeso dagli Estensi, ma soprattutto per il facile accesso da parte degli invasori.
La guerra finirà nel 1516 con il passaggio di Canda alla dominazione della Serenissima di Venezia.
Contrariamente a quanto la popolazione si aspettasse, il dominio dei Dogi (1516-1797), portò pace, sicurezza e prosperità.
Da subito le aristocratiche famiglie veneziane dei Loredan, Nani, Miani, Gritti, Raspi, puntarono su Canda per la ricchezza del terreno agricolo (primato italiano la coltivazione del grano a semi rosso-bianchi), bonificando i territori rimasti paludosi, aggiornando le modalità di lavoro agricolo, costruendo ricoveri per animali, in particolare cavalli.
Ma ciò che rese Canda esteticamente invidiabile, furono le numerose ville fatte edificare sul territorio come dimore estive, oltre ad un sostanziale e concreto aiuto per la costruzione dell’ attuale Chiesa.
Di particolare nota furono la Famiglie Loredan che viveva nell’ attuale Municipio e che ebbe un grandissimo impatto politico con la zona, e la Famiglia Nani-Mocenigo che nel 1580 commissionò allo Scamozzi, delfino del Palladio, la costruzione della Villa Nani-Mocenigo, fiore all’occhiello di Canda e delle ville Venete in generale.
Dopo 280anni di dominio Veneziano, la Serenissima iniziò a bacillare a causa di guerre perse in Oriente, ma soprattutto a causa della staticità dell’imprenditoria aristocratica che non era riuscita a tenere il passo con i mutamenti economici.
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